Dogana di Arce – località Borgo Murata

(Provincia di Terra di Lavoro – Distretto di Sora – Circondario di Sora)
Dogana di I Classe

Con la carta topografica delle dogane del 1817 e il Regio Decreto del 1824 furono istituite le Dogane di confine del Regno delle Due Sicilie. Le “Dogane della Frontiera di Terra” erano divise in due classi: I Classe – d’importazione non limitata; II Classe – d’importazione limitata a merci non tassabili oltre i 12 ducati. Nel Comune di Arce erano presenti due dogane di II classe, a Isoletta e a Collenoci: quest’ultima nel 1831 fu trasferita a Borgo Murata divenendo di I classe. Gli spostamenti degli edifici doganali erano dettati da varie motivazioni: mutamenti sopravvenuti nelle direttrici dei traffici commerciali, il contenimento dei costi di gestione o scelte strategiche per la prevenzione del contrabbando. Al completamento della bretella stradale che da Ceprano si collegava alla via Consolare Napoli-Sora presso Arce, seguì un incremento del traffico commerciale che rese necessario l’istituzione di una dogana di I classe. Da Collenoci la dogana fu spostata a Borgo Murata: quest’ultima divenne di I classe mentre l’edificio di Collenoci restò Dogana di “Manifesti”, cioè il luogo dove si effettuavano i controlli e si presentava la Dichiarazione al dettaglio, per poi proseguire a Borgo Murata dove si pagavano i dazi. Nel contempo vennero istituiti un posto di guardia (presso l’attuale cimitero di Arce) e un posto di vigilanza in località Campostefano. Sulla facciata degli edifici doganali, sopra la porta d’ingresso, c’era la seguente iscrizione: Officina dei dazi indiretti.
Fin quando non fu creata la Dogana di I classe a Borgo Murata, dallo Stato Pontificio potevano entrare nel territorio di Arce, ovvero nel Regno, solo merci tassabili per un valore massimo di 12 ducati. Non erano soggette a tale vincolo merci come i cereali, i legumi, le farine, l’olio, il vino e altri commestibili. La legge inoltre stabiliva che i carichi di merci che venivano introdotte per via di terra nel Regno dovevano seguire degli itinerari ben stabiliti di accesso al posto di frontiera; tutte le merci sprovviste di bolletta doganale che percorrevano strade diverse da quelle stabilite erano considerate di contrabbando. Il servizio alle dogane era espletato da personale civile coadiuvato da un corpo militare che aveva il compito di vigilare il confine terrestre.

Bibliografia
A. Farinelli, Le dogane di confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, Ed. Kirke, Avezzano, 2020
F. Corradini, …di Arce in Terra di Lavoro, Arce 2004